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CONSIGLI PRATICI

i consigli del tuo Medico di Famiglia. Trova i consigli per stare in salute, le definizioni ed i sintomi delle principali malattie e le soluzioni più pratiche.


STILI DI VITA SANA

Frutta e verdura. Perchè è meglio consumare più ortaggi e frutta?

Perché forniscono fibra La fibra alimentare di per sé non ha valore energetico, ma è ugualmente molto importante per la regolazione di diverse funzioni fisiologiche dell’organismo (ritarda lo svuotamento gastrico, favorisce il transito intestinale e l’evacuazione delle feci, riduce e rallenta l’assorbimento di alcuni nutrienti, quali glucosio e colesterolo). Perché apportano importanti vitamine e minerali I prodotti ortofrutticoli sono un’ottima fonte di alcune vitamine: ad esempio l’arancia, il pomodoro e i kiwi di vitamina C; la carota, l’albicocca e gli ortaggi a foglia verde la provitamina A. Sono anche fonte di importanti minerali (gli ortaggi a foglia verde di calcio e ferro, la patata ed il pomodoro di potassio). Perché contengono sostanze ad azione protettiva I prodotti ortofrutticoli contengono dei componenti che svolgono una azione protettiva di tipo antiossidante che contrasta l’azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento precoce e di una serie di reazioni che sono all’origine di diverse forme tumorali. Questa azione protettiva, oltre che dalle vitamine e dai minerali, è svolta anche da altri componenti che pur presenti in quantità relativamente ridotte sono egualmente molto attivi dal punto di vista biologico attraverso svariati meccanismi, il principale dei quali è appunto quello antiossidante. Il consumo di frutta e verdura può inoltre assicurare un apporto rilevante di alcuni minerali (quali zinco e selenio) che rientrano nei sistemi di difesa antiossidante dell’organismo. Nessuno studio ha dimostrato finora che la somministrazione di integratori possa dare gli stessi effetti benefici che sono associati all’ingestione di frutta e vegetali. Di conseguenza, si pensa che tali effetti siano dovuti soprattutto all’azione congiunta e sinergica di molteplici molti dei quali probabilmente ancora da individuare, presenti nell’alimento. Altri consigli Si sente spesso dire che i bambini non gradiscono frutta e verdura. Sicuramente è questione di abitudini alimentari che si acquisiscono in famiglia nella prima infanzia. I bambini sono degli osservatori attenti ed è ormai provato che il più forte stimolo educativo è dato dal comportamento dei genitori. Se i genitori mangiano frutta e verdura sarà più facile che la mangino anche i figli. Scegli frutta e verdura di stagione meno costosa, più sicura, più ricca di principi nutritivi. Variare è la parola d’ordine per una sana e corretta alimentazione. La maggior parte della frutta e della verdura si conserva meglio e più a lungo in frigorifero a 4 - 7 ° C nello scomparto più basso del frigorifero. La frutta acerba, le cipolle, le zucche e l’aglio non vanno conservati in frigorifero, ma a temperatura ambiente. È importante lavare la frutta intera senza eliminare il picciolo prima del lavaggio, altrimenti si favorirebbe l’entrata dell’acqua nel frutto con perdita di sapore, fragranza ed elementi nutritivi. 



Modi ERRATI di utilizzo delle verdure  

Conservarli in luogo caldo e secco, o lasciarle a lungo a temperatura ambiente Tagliarle in parti piccolissime Immetterle nella pentola in acqua fredda Farle cuocere a lungo Buttare via l’acqua di cottura Conservarle per più giorni dopo cotte 


Metodi CORRETTI di utilizzo delle verdure   

Conservarle in luogo fresco ed umido, o meglio in frigorifero Tagliarle in pezzi di media grandezza Immetterle in pentola quando l’acqua è bollente Usare per la cottura poca acqua Arrestare la cottura appena sono tenere Utilizzare l’acqua della cottura per preparare salse e condimenti Servirle in tempi brevi

Le linee guida per una corretta alimentazione

5 PORZIONI DI FRUTTA E VERDURA AL GIORNO 


Ecco alcuni consigli pratici per favorire il consumo: Proponi in tavola la verdura cruda (carota, sedano, finocchio, cetriolo, ravanelli, cavolo cappuccio) fin dall’apparecchiatura della tavola, pronta da mangiare, cruda, già lavata e tagliata. In questo momento la fame si fa più sentire ed anche la verdura fa gola.   

Inventa nomi di fantasia adatti ai bambini (MINESTRA DI PATA PATATA – minestra di patate, MINESTRA DELLE STREGHE – minestra di zucca, CREMA DI PISELLI CON SORRISO – crema di piselli con riso, LA PASTA PREFERITA DALLE RANE – pasta con le melanzane, CREMINA COLORATA DELLA FESTA – passato di verdura con crostini) Lascia sempre in frigorifero un contenitore chiuso con verdura lavata e pronta all’uso. Ricorda che ai bambini piacciono molto i passati densi di verdura, magari con dei pezzi di pane tostato e parmigiano. Usa la verdura per preparare primi piatti. Proponi la frutta come merenda a metà mattina o pomeriggio o comunque ogni volta che i chiedono qualcosa da mangiare fuori dai pasti. Facilita il consumo scegliendo la frutta facile da sbucciare (clementine, banane) o che non si sbuccia affatto (fragole, ciliegie, albicocche, susine). Trova il tempo, ogni tanto, per fare la macedonia di frutta o comunque proponi la frutta a pezzi di più varietà dentro coppette, anche senza aggiungere zucchero. Tieni in frigorifero un contenitore chiuso con kiwi a pezzetti, spicchi di clementine, cocomero, melone, ananas. L’imbruttimento della mela, pera, banana tagliate può essere evitato aggiungendo del succo di limone o di arancia. Una porzione di frutta corrisponde a circa 150 gr cioè un frutto medio (mela) oppure due frutti piccoli (albicocche, mandarini). Una porzione di verdura corrisponde a 50 gr nel caso di insalate, 250 gr nel caso di altri ortaggi. 

Consigli per il fumatore che sta smettendo

Consigli per il fumatore che sta smettendo


Sintomi d'astinenza


Si definisce "Craving" il desiderio, la necessita impellente di fumare. A volte chi cerca di smettere di fumare avverte la sensazione di non poter superare i momenti in cui il "craving" si presenta.


Bisogna sapere che:

Il desiderio impellente di sigaretta dura solo pochi minuti,circa 5, dopo diventa nettamente inferiore.


Bere un bicchiere d'acqua a piccoli sorsi, lentamente, tenendo |`acqua in bocca per un attimo prima di deglutire aiuta a "spegnere" il desiderio.


Distrarsi nel modo che più piace fa superare questo momento.


Situazioni in cui si può manifestarsi il craving:

La mattina al risveglio o dopo il caffè.

Alla fine dei pasti (lavarsi i denti immediatamente dopo il pasto riduce molto il desiderio di fumare).


Al telefono


In automobile (fondamentale è che in auto non ci siano "ricordi di fumo": pacchetti di sigarette, accendini, odore di fumo, etc.)

Con gli amici (se è possibile, frequentare amici che non fumano, almeno nei primi tempi).


Nervosismo, frustrazione, rabbia


Basta fare alcuni respiri profondi. Una passeggiata, una chiacchierata con un amico, un bagno rilassante sono espedienti che possono essere usati per ridurre la tensione.


Difficoltà a concentrarsi


Questa situazione è solo momentanea, basta sapere ciò e rilassarsi.


Insonnia 


Si consiglia di evitare di bere il caffè dopo cena e di ridurre il consumo di bevande ricche di caffeina come the e coca cola. Un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi può essere rilassante.

Anche un incremento della attività fisica aiuta a prendere sonno più facilmente.


Aumento di peso 

L'aumento di peso e una preoccupazione molto frequente per chi decide di smettere di fumare soprattutto nelle donne: a volte è il più importante dei motivi per cui si ritorna a fumare.

L`aumento di peso, quasi inevitabile, non e superiore ai due o tre chili e comunque non tutti ingrassano.

Non e necessario seguire una dieta rigida, che soprattutto nelle prime settimane sarebbe troppo difficile da sostenere, è importante cambiare gradatamente le proprie abitudini alimentari.

Si consiglia di:

Mangiare con tranquillità, lentamente. Il senso di sazietà insorge dopo 15 minuti.

Preferire ai dolciumi, alcol e cibi ricchi di grassi (non necessari ai fini nutrizionali) frutta e verdura fresche. Preferire ai fritti i cibi alla griglia o bolliti.

Consumare caramelle e gomme senza zucchero e bere molto acqua.

Consumare cibi o basso contenuto colorico, come latte scremato, alimenti a basso contenuto di zuccheri.

Praticare una anche minima attività fisica: salire le scale a piedi, andare in bicicletta, scendere dal mezzo di trasporto urbano una fermata prima, parcheggiare lo macchina un po' più lontano del solito in modo da camminare almeno 30 minuti al giorno a passo svelto.


Stitichezza


Il disturbo è superabile bevendo molta acqua e mangiando cibi ricchi di fibre: frutta, verdura, alimenti integrali.

PREVENZIONE

Combattere i tumori oggi è possibile

Combattere i tumori oggi è possibile.


La prima arma è prevenirne la comparsa, riducendo i fattori di rischio e adottando stili di vita sani: evitare il fumo, fare attività fisica, avere un'alimentazione corretta (prevenzione primaria).

L'altra strategia è trovare la malattia il più precocemente possibile, prima che si manifesti con dei disturbi (prevenzione secondaria). 


Molte Regioni hanno attivato o stanno avviando campagne di prevenzione secondaria o di diagnosi precoce dette anche campagne di screening, per alcune malattie tumorali.

Tre sono infatti i tumori per cui la scienza ha dimostrato che lo screening è in grado di salvare molte vite:

il tumore del colon-retto

il tumore della cervice uterina

il tumore della mammella


In queste campagne di screening, le persone sono invitate a svolgere degli esami, del tutto gratuiti:

ricerca del sangue occulto fecale o rettosigmoidoscopia per il tumore del colon-retto

Pap-test per il tumore della cervice uterina

Mammografia per il tumore della mammella.


Per saperne di più su alcuni di questi argomenti sono disponibili degli appositi opuscoli informativi:

100 domande sullo screening con la sigmoidoscopia

100 domande sul papillomavirus (HPV)

100 domande sullo screening colorettale

LA CONTRACCEZIONE

La scelta di un metodo contraccettivo può rappresentare un'importante decisione, che spesso influisce sulla qualità della vita. La donna deve essere libera di decidere se e quando intraprendere una gravidanza. Prevenire gravidanze indesiderate è un segno di responsabilità e di maturità affettiva. Sono soprattutto le adolescenti ad avere la convinzione che i primi rapporti siano assolutamente sicuri anche se non protetti e ciò è falso e fuorviante. E' importante quindi fornire informazioni puntuali e precise sui vari metodi contraccettivi per permettere alle donne di assumere in prima persona la gestione delle proprie scelte. Contraccezione ormonale: la pillola estroprogestrinica Che cos'è? E' un contraccettivo ormonale costituito dall'associazione di un estrogeno e di un progestinico. Si presenta sotto-forma di compresse in numero diverso a seconda della formulazione farmacologia (generalmente sono 21) da assumere ogni giorno possibilmente alla stessa ora sino al termine della confezione. Qual'è il meccanismo di azione della pillola? La pillola impedisce che avvenga l'ovulazione mettendo le ovaie a riposo.

Altri meccanismi secondari sono: • modificazioni a livello della mucosa uterina tale da renderla inadatta ad accogliere un uovo fecondato • ispessimento del muco cervicale che rende molto difficoltoso il passaggio degli spermatozoi • aumento dei movimenti delle tube Quando e come si assume la pillola? Si inizia ad assumerla il primo giorno della mestruazione, continuando per 21 giorni generalmente, si fa una pausa di sette giorni (senza assumerla) e si ricomincia dall'ottavo giorno con un'altra confezione. Nei sette giorni di pausa comparirà una perdita similmestruale, dopo 3-5 giorni dall'assunzione dell'ultima pillola. Esistono sul mercato, come dicemmo prima, pillole con formulazione diversa che si assumono tutti i giorni senza interruzione. Cosa si deve fare in caso di dimenticanza? Se ci si accorge di aver dimenticato di assumere una pillola entro 12 ore dall'ora consueta di assunzione, è necessario prenderla immediatamente e proseguire il trattamento. Se sono passate più di 12 ore, proseguire con la consueta assunzione delle restanti pillole, adottando però un sistema contraccettivo supplementare. Come comportarsi in caso di vomito o diarrea profusa dopo l'assunzione della pillola? Se il vomito o la diarrea compaiono nelle quattro ore successive all'assunzione della compressa, vi è la possibilità che essa venga eliminata, per cui è preferibile ingerire un'altra compressa, da una confezione di riserva.

Quali sono i suoi vantaggi? • reversibilità immediata degli eventuali effetti collaterali • riduzione delle emorragie uterine gravi • riduzione dell'anemia • regolazione del ciclo mestruale • riduzione della dismenorrea (dolore mestruale) • controllo della sindrome premestruale • controllo delle cisti ovariche funzionali • effetto positivo sull'artrite reumatoide Esistono farmaci che possono ridurre l'efficacia della pillola? Alcuni farmaci possono interferire con la pillola e ridurne l'efficacia: antibiotici, antiepilettici e psicofarmaci, occorre consultare il medico curante nel caso sia necessario assumere un farmaco appartenete alle tre categorie. Quali sono le principali controindicazioni all'uso della pillola? • precedenti episodi di trombosi venose • ipertensione grave • diabete non compensato • precedente carcinoma mammario e/o uterino • gravi malattie del fegato • obesità grave • Ipercolesterolemia significativa • gravidanza e allattamento • grave depressione Quali sono i principlai effetti collaterali?

• dolore e tensione mammaria • cefalea ed emicrania • cloasma (pigmentazione della cute) • nausea, aumento di peso, ritenzione idrica • spotting intermestruale (perdite ematiche) • amenorrea alla sospensione del trattamento Gli effetti collaterali sopra descritti spesso si riducono continuando l'assunzione oltre il primo mese; altrimenti consultare il medico curante. Quali precauzioni bisogna avere durante l'assunzione della pillola? • Controllare mensilmente il peso corporeo e la pressione arteriosa; NON FUMARE (il fumo aumenta il rischio di trombosi nelle donne che assumono un contraccetivo ormonale) • pap test ogni 3 anni La pillola interferisce con la fertilità futura? A volte, dopo l'interruzione di un contraccettivo orale, la mestruazione spontanea tarda a comparire ( può ritardare di 10-15 giorni). Se si desidera un figlio, è sufficiente sospendere la pillola un mese prima. Non sono mai stati dimostrati effetti contrari alla fertilità di ritorno. Per quanto si può proseguire il trattamento con al pillola? Si consiglia di assumerla continuativamente; può essere vantaggiosa una periodica sospensione dopo un lungo periodo di assunzione a discrezione del medico curante.

Come ci si deve comportare in caso di mancato flusso mestruale dopo la sospensione della pillola? Consultare il medico prima di iniziare una nuova confezione. Qual'è l'indice d'insuccesso della pillola? Se usata correttamente, la sicurezza contraccettiva è pressoché totale (anche nei sette giorni di pausa) con un rischio dello 0,1% quasi del tutto concentrato nel primo mese. Infine alcune raccomandazioni: • prima di un intervento chirurgico di una certa importanza, è meglio sospendere la pillola da 4 a 6 settimane, per evitare un aumentato rischio tromboembolico • nel periodo post parto o dopo un interruzione di gravidanza è meglio attendere la prima mestruazione prima di iniziare l'assunzione della pillola. Quali tipi di pillole sono disponibili in commerio? Ne esistono vari tipi, per andare incontro alle esigenze femminili: • pillola monofasica (le pillole hanno lo stesso dosaggio) • pillola trifasica: fornisce tre dosaggi ormonali per le tre fasi del ciclo (pillole di colore diverso) • pillola a bassissimo dosaggio: per garantire il controllo del peso e impedire l'accumulo di ritenzione idrica • pillola antiandrogena: è una formulazione che contrasta lo sviluppo di acne, irsutismo, seborrea e perdita dei capelli; da usare solo sotto controllo medico e per brevi periodi • pillola indicata per l'allattamento: a sola componente progestinica, può essere assunta anche durante l'allattamento. 

Esiste inoltre un dispositivo a forma di anello flessibile che viene inserito in vagina dalla donna all'inizio della mestruazione, viene mantenuto in sede per 21 giorni e viene sostituito ogni mese. Funziona rilasciando in modo costante una bassa dose di estrogeno e progestinico, possiede le stesse caratteristiche della pillola e la stessa efficacia contraccettiva. Il dispositivo intrauterino o "IUD" o “Spirale” che cos'è? E' un piccolo dispositivo di plastica associato ad un metallo (rame o argento) a forma di T o di ferro di cavallo che viene inserito dal medico nell'utero e lasciato per 2-5 anni a seconda del tipo. La sua parte inferiore termina con un filo molto sottile che protrude in vagina, utile per la rimozione e per la verifica del corretto funzionamento. Come funziona? Il rame in essa contenuto contribuisce a permettere la soppressione degli spermatozoi rendendoli incapaci di fecondare; un meccanismo secondario è la creazione di una reazione chimica all'interno dell'utero che diventa poco idoneo all'impianto di un eventuale uovo fecondato. Quando può essere inserita e rimossa? L'inserzione è preferibile che avvenga sul finire di un ciclo mestruale quando il collo dell'utero è ancora leggermente aperto e l'applicazione è più facile. Per alcune donne questa manovra può risultare un po' fastidiosa, ma la sua durata è di pochi secondi; dopo l'applicazione, si può avvertire qualche crampo similmestruale ( di solito questo scompare rapidamente dopo qualche ora, magari con l'aiuto di un analgesico) o una perdita ematica modesta. Dopo il parto, può essere inserita anche se la donna allatta e non ha le mestruazioni. 

Quando è opportuno eseguire i controlli? Dopo un mese dall'applicazione e successivamente almeno ogni anno. Anche la donna può sentire con le dita il filo collegato alla base dello IUD. Se non riuscisse a sentirlo o se lo sentisse più lungo del solito, deve contattare il ginecologo. Il dispositivo può essere avvertito dal partner? Normalmente il partner non dovrebbe sentire i fili di estrazione, ma se ciò dovesse verificarsi, bisogna chiedere consiglio al ginecologo. Qual'è l'indice di insuccesso dello IUD? Si aggira intorno all' 1-4% ed è dovuto allo spostamento del dispositivo. Inoltre può essere espulso senza che la donna se ne avveda; da ciò l'importanza dei controlli frequenti. Quali sono le controindicazioni all'uso dello IUD? Innanzi tutto lo IUD è poco indicata per le giovani donne. Inoltre è meglio evitare il suo uso in caso di fibromi uterini, dismenorrea, emorragie mestruali e pregresse infezioni pelviche. Quali sono i suoi effetti collaterali? Lo IUD può causare irregolarità mestruali, mestruazioni abbondanti, dolori uterini e infezioni pelviche. Esiste un dispositivo intrauterino di tipo ormonale? Si, questo tipo di IUD contiene una riserva di ormone (progestinico) che viene liberato gradualmente; è indicato nei sanguinamenti abbondanti perché è in grado di ridurre notevolmente il flusso mestruale e non è indicato per l'esclusivo uso contraccettivo.

Il diaframma che cos'è? E' una sottile cupola di gomma flessibile che si inserisce in vagina fino a coprire il collo dell'utero. Può essere di varie misure di diametro. E' un metodo che viene gestito dalla donna in completa autonomia. Come funziona? Impedisce agli spermatozoi di risalire nel collo dell'utero. Per aumentarne l'efficacia, andrebbe sempre usato in associazione con una crema spermicida (sostanza che uccide gli spermatozoi). Come si applica? Va inserito prima di ogni rapporto insieme alla crema spermicida e va lasciato in loco almeno sei ore dopo l'ultimo rapporto. L'applicazione richiede comunque l'istruzione da parte di un medico o di un'ostetrica che stabilirà anche la misura idonea. Dopo l'uso, va rimosso, lavato accuratamente e riposto per essere riutilizzato in seguito. Quali sono i suoi vantaggi? La mancanza di effetti collaterali.

E i suoi svantaggi? Va inserito ad ogni rapporto e va ricontrollata periodicamente la misura perché può modificarsi per variazioni di peso rilevanti. Qual'è l'indice di insuccesso del diaframma? Si aggira intorno al 2-10%. Il profilattico che cos'è?

E' una sottile guaina di lattice che ricopre il pene in erezione. Raccoglie lo sperma impedendone l'entrata in vagina. Va applicato sul pene eretto all'inizio del rapporto prima di introdurlo in vagina (e deve essere retratto dalla vagina alla fine del rapporto, prima che il pene si riduca di volume, per evitare il rischio che si sfili). I vantaggi: protegge dalle malattie sessualmente trasmesse. Gli svantaggi: • - può interferire con la spontaneità del rapporto e con la sensibilità maschile • - può rompersi • - si possono verificare allergie da contatto. Qual'è il suo indice di insuccesso? E' intorno al 3%.

La contraccezione d’emergenza (pillola del giorno dopo) Per contraccezione d’emergenza si intende un metodo per prevenire una gravidanza indesiderata a breve distanza da un rapporto sessuale non protetto da un sistema contraccettivo, o a causa di un suo possibile fallimento (ad esempio la rottura di un preservativo). La contraccezione di emergenza non è adatta ad un uso regolare e va utilizzata quindi solo in casi di “emergenza”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda per questo scopo la pillola a base di levonorgestrel - meglio nota come “pillola del giorno dopo” - alla dose di 1,5 mg (una compressa da 1,5 mg, oppure due insieme da 0,75 mg). A chi serve la contraccezione di emergenza? Ogni donna in età fertile può aver bisogno di assumere una contraccezione di emergenza in determinate circostanze per evitare una gravidanza indesiderata. Alcuni esempi tipici sono: • mancato utilizzo di un contraccettivo in occasione di un rapporto, ad esempio:rapporto sessuale imprevisto, non protetto con un metodo di barriera o in periodo fertile per errore di "calcolo" • violenza sessuale • utilizzo scorretto o possibile fallimento del metodo contraccettivo adottato, ad esempio: • rottura di un preservativo, sua uscita, o uso sbagliato; • spostamento, ritardo di posizionamento o rimozione troppo precoce di un cerotto o anello contraccettivo; • espulsione della spirale; • spostamento, rottura, o rimozione troppo precoce del diaframma; • dimenticanza dell’assunzione della comune pillola a base di estroprogestinico (anche di una sola pillola nella prima settimana della confezione; nella seconda settimana la

dimenticanza di 1-3 pillole non determina solitamente la perdita dell’effetto contraccettivo; nella terza settimana, in caso di dimenticanza di una pillola, l’effetto contraccettivo non si perde se si continua a prenderla senza fare l’interruzione di 7 giorni); • assunzione tardiva (dopo più di tre ore dal momento abituale) della pillola con solo progestinico (“minipillola”); • fallimento del coito interrotto (eiaculazione in vagina o sui genitali esterni); • errore nel calcolo del momento dell’ovulazione con il metodo dell’astinenza periodica (Ogino-Knaus) e rapporto intercorso in un giorno probabilmente fertile (ad esempio dal 10° al 16° giorno dopo la precedente mestruazione nelle donne con cicli regolari di 28 giorni); • in caso di violenza sessuale in una donna che non assumeva regolarmente la pillola o comunque non coperta da un metodo contraccettivo sicuro. Meccanismo di azione della “pillola del giorno dopo” La pillola contraccettiva d’emergenza a base di levonorgestrel previene l’ovulazione e non ha alcun effetto dimostrabile sull’endometrio (il rivestimento interno dell’utero). Non modifica i livelli di progesterone quando viene data dopo l’ovulazione. La contraccezione di emergenza con il levonorgestrel non funziona quando il concepimento è avvenuto, e non causa quindi aborto. Efficacia In base ai dati degli studi effettuati, il levonorgestrel utilizzato entro 5 giorni dopo il rapporto non protetto ha ridotto la probabilità di gravidanza del 60-90% (ciò significa che si verificano dal 10% al 40% delle gravidanze che si sarebbero verificate senza la sua assunzione). L’assunzione della pillola del giorno dopo è più efficace quanto più breve è l’intervallo di tempo dopo il rapporto sessuale a rischio.

Effetti avversi Il levonorgestrel è ben tollerato e solitamente non dà alcun effetto avverso di rilievo. Si può verificare nausea. Indicazioni La pillola di emergenza non deve essere presa quando la gravidanza si è instaurata perchè non può più avere effetto. Tuttavia gli esperti concordano sull’assenza di rischi per la donna o per il feto se la pillola viene assunta quando la gravidanza è già iniziata. La contraccezione di emergenza non deve essere usata come metodo contraccettivo regolare, perchè è troppo poco sicura rispetto ad altri contraccettivi e perchè può provocare irregolarità mestruali o effetti avversi con l’uso ripetuto. Tuttavia non vi sono rischi particolari per la salute anche con l‘uso ripetuto. La pillola del giorno dopo non è un metodo sicuro:

può fallire anche se presa a breve distanza dal rapporto non protetto, se l’ovulazione era avvenuta nelle ore precedenti. Se non si verifica la mestruazione al momento atteso, effettuare quindi un test di gravidanza. Solo il ginecologo può prescrivere la pillola del giorno dopo? No: qualunque medico, incluso il medico di famiglia, può prescriverla facendo una normale ricetta per acquistarla in farmacia. In caso di rapporto non protetto, quanto tempo posso aspettare prima di prendere la pillola del giorno dopo? Il momento migliore di prenderla è entro le prime 12-24 ore. La pillola del giorno dopo previene la gravidanza entro 72 ore dal rapporto, con alta percentuale di successo solo se l’ovulazione non è avvenuta. L’efficacia è massima entro 24 ore, poi diminuisce a 48 e 72 ore,

principalmente perché aumenta la probabilità che l’ovulazione sia già avvenuta. L’utilità dopo 72 ore dal rapporto è minima, anche perché gli spermatozoi non sopravvivono così a lungo. Perché ci vuole la ricetta per avere la pillola del giorno dopo se è pressoché innocua e va presa rapidamente in caso di necessità? Dal punto di vista medico, non c’è nessun motivo, infatti in molti paesi europei si può acquistare senza ricetta. L’unica cosa che si può dire è che non deve essere usata come metodo contraccettivo regolare, perché non funzionerebbe in modo accettabile, e quindi si evita il rischio che qualche donna poco informata pensi di risolvere completamente il problema dei rapporti a rischio in questo modo. Il medico che la prescrive dovrebbe perciò cogliere l’occasione per consigliare alla donna l’uso di un metodo contraccettivo efficace per ridurre al minimo il rischio di gravidanze indesiderate. Molte ragazze e giovani donne hanno una scarsissima conoscenza dei metodi contraccettivi, non hanno mai ricevuto un’educazione sessuale e non hanno informazioni sulle malattie a trasmissione sessuale: la richiesta di contraccezione d’emergenza può essere un’occasione per il medico di intervenire per sopperire a queste carenze. 

I metodi naturali cosa sono? Sono metodi che si basano sull'astinenza periodica dei rapporti sessuali intorno al momento dell'ovulazione. I giorni fertili si possono calcolare, sia valutando le variazioni della temperatura basale, sia le variazioni del muco cervicale (Metodo Billings); il Metodo Sintotermico abbina i due metodi. Necessitano dell'istruzione da parte di personale sanitario. Sono utilizzabili quando nessun altro metodo è disponibile o accettabile (per scelta personale). E' però difficile l'esatta previsione del momento dell'ovulazione per le donne con cicli irregolari o con infiammazioni vaginali. Indice di insuccesso: 16-30 %. Sono oggi in commercio piccoli calcolatori da borsa che rendono più facile ed efficace la valutazione del rischio reale e riducono quindi l'indice di insuccesso al 6% circa.

BUONE PRATICHE 

Come ottenere il meglio da una visita medica

In media una visita medica ordinaria prende attorno a 10-15 minuti. Il tempo è tiranno e il medico deve assicurarne abbastanza a tutti.


Preparati

Preparati una lista delle domande che desideri fare o dei problemi che vuoi discutere.

Indossa vestiti facili da togliere se pensi che sia necessaria una visita.

Se prendi farmaci, integratori o altri prodotti (di erboristeria o farmacia) non prescritti dal medico, portati un elenco con i nomi scritti esattamente, oppure le scatole con i foglietti interni.

Puoi farti accompagnare da chi vuoi.


Durante la visita

- Sentiti libero di fare domande. Il medico c'è apposta per risolvere i tuoi dubbi e darti le informazioni che desideri. In qualche caso il medico può avere bisogno di documentarsi prima di rispondere: abbi pazienza, ma sarebbe strano se non fosse così.

- Se non capisci bene qualcosa che il medico ti dice, chiedigli di spiegartelo meglio. Se non sei sicuro di ricordare qualcosa (ad esempio come prendere dei farmaci, quando e per quanto tempo) chiedi che ti faccia un appunto scritto.

- Ricorda che puoi chiedere spiegazioni anche al farmacista, che è esperto di farmaci e capace di consigliarti.

- Se hai un dubbio, un timore, o un problema che ti preoccupa particolarmente o che trovi imbarazzante, parlane subito chiaramente e non tirarlo fuori all'ultimo momento. Per il medico si tratta molto probabilmente di cose che è abituato ad affrontare spesso.

- Se riferisci al medico i tuoi disturbi, dubbi, preoccupazioni, forse ti potrà aiutare. Se vai per chiedere farmaci, analisi o esami che vuoi fare, rischi di essere solo accontentato.


Un problema (o almeno non troppi) alla volta

Se hai molte questioni da sottoporre al medico cerca di stabilire una scala di importanza. È utile che il medico le conosca tutte subito (perchè qualcosa che ti sembra meno importante potrebbe invece esserlo), ma poi è meglio affrontare un problema alla volta, piuttosto che tanti in poco tempo: puoi sempre prendere un altro appuntamento.


Sii puntuale sugli appuntamenti...

Arriva in tempo. Anche se è probabile che ci sia da aspettare un po', non è detto. Avverti se sei impossibilitato a venire ad un appuntamento, in modo che possa essere dato ad un altro paziente. Per cancellare un appuntamento, usa la apposita funzione del sito.

... ma abbi pazienza in caso di ritardo

Occasionalmente una (o più...) visite si possono prolungare, dipende dalle necessità dei pazienti, e il ritardo si accumula perchè non si può "compensare" dedicando meno tempo agli altri.


Un appuntamento per ogni persona

Prendi appuntamenti separati (anche uno di seguito all'altro) per ciascuna persona che deve essere visitata, in modo che ci sia il tempo necessario per ciascuno.


Bambini e ragazzi sotto a 16 anni

Bambini e ragazzi sotto a 16 anni debbono essere accompagnati da un familiare. Tuttavia se desiderano assolutamente un colloquio privato da soli con il medico, hanno diritto alla riservatezza (se opportuno, il medico chiederà la presenza di un collega dello studio nel corso della visita).

Ricerca di informazioni mediche su internet

Internet è oggi una fonte importantissima di dati e informazioni. Anche i medici se ne servono tutti i giorni, ma, a differenza del grande pubblico, sono capaci di selezionare le fonti e i siti web dove cercarle. Infatti il problema di Internet non è trovare informazioni - si trovano sempre, su tutto e facilmente - ma capire se, quando e quanto sono affidabili.

Se usi Internet per cercare informazioni mediche:
cerca sempre le informazioni necessarie per farti un punto di vista equilibrato e critico, non limitarti mai a quello che leggi in un solo sito web. Cerca pareri e opinioni diverse, i pro e i contro di ogni proposta (ci sono sempre pro e contro!). Senti il parere del tuo medico sulle informazioni che ti sembrano interessanti o utili, ma non fare da solo.

Siti web raccomandati per i loro punti di vista "critici":
Partecipa salute
Informazioni sui farmaci

Ricorda che chiunque può pubblicare qualsiasi cosa su Internet: costa pochi spiccioli e non c'è nessun controllo. Che un sito Internet sia "bello", ben funzionante e graficamente piacevole non assicura niente su ciò che c'è scritto. Che sia in una delle prime posizioni su Google non vuol dire che è più importante di altri, ma solo che il suo autore ha fatto ogni sforzo per riuscire a piazzarsi lì (a chi fornisce informazioni disinteressate, non propagandistiche, di solito non interessa tanto). Diffida dei siti che non riportano la data di pubblicazione delle informazioni, che non sono regolarmente aggiornati o non riportano gli autori delle informazioni e le loro qualifiche (sperando che, se ci sono, non siano inventati o falsi). Ricorda che le informazioni sulla salute, anche quando sono corrette in linea generale, possono non essere appropriate per te: non siamo tutti uguali.

Esistono infine delle certificazioni di qualità delle informazioni di carattere sanitario offerte in rete (es. HONcode). Abituati a ricercare la presenza di queste indicazioni di qualità nei siti che visiti.

Sui contenuti impara ad essere critico. Il buon senso aiuta, ma non basta: anche medici o altre persone in assoluta buona fede possono dare informazioni scorrette, fuorvianti, male interpretate, o non aggiornate pensando che siano esatte.
Dieci trappole dell'informazione medica.
Come sapere se un nominativo corrisponde realmente a un iscritto all'albo dei medici e che qualifiche ha:
http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.ot

Diffida di siti che propongono pubblicità sanitaria, cercano clienti o vendono prodotti: le loro informazioni mediche sono interessate. Valuta criticamente anche le informazioni di siti Internet sponsorizzati da industrie farmaceutiche. Non perdere tempo con siti web che propongono punti di vista stravaganti, "rivoluzionari", o "miracolosi" su un problema medico. Ricorda che nessun medico serio fa diagnosi o suggerisce terapie (incluse diete) a persone che non ha visitato.

Consulta siti web istituzionali: le informazioni che danno sono di solito più affidabili e sicure.

Buona navigazione!

COSA BISOGNA SAPERE ASSOLUTAMENTE

Suggerimenti al cittadino per il buon funzionamento della sua assistenza

ASSISTENZA PRIMARIA

 

Mantieni in ordine le tue esenzioni e se mandi qualcuno a ritirare le ricette informalo esattamente sulle tue richieste

Utilizza lo studio del medico in modo appropriato, raggruppando quando possibile la scadenza dei farmaci ed accertamenti nella stessa data. Rispetta gli orari dello studio e le modalità di accesso previsti per quella giornata

 

MEDICINA SPECIALISTICA AMBULATORIALE

 

Fatti spiegare dal medico specialista:

i vantaggi e rischi delle terapie, degli accertamenti e degli eventuali interventi chirurgici proposti (specialmente quelli con utilizzo del mezzo di contrasto)

la storia naturale della tua malattia ed eventualmente in quali invalidità puoi incorrere.

In caso di richiesta di ulteriori accertamenti ricorda al medico specialista che deve compilare le impegnative relative. Come il tuo medico di famiglia anche lo specialista convenzionato è dotato di ricettario del sistema sanitario regionale ed è tenuto alla suo utilizzo. In tal modo eviterai inutili ulteriori passaggi burocratici, risparmierai tempo e potrai prenotare subito gli accertamenti richiesti.

 

RICOVERO OSPEDALIERO

 

Al momento della dimissione, ricorda di farti prescrivere i giorni per l'assenza lavorativa.

Per motivi di continuità terapeutica, in caso di dimissioni di venerdì pomeriggio o sabato mattina, chiedi che ti vengano forniti i farmaci sufficienti a raggiungere il primo giorno lavorativo.

In caso di pazienti anziani fragili, fai valutare al medico di reparto l'opportunità di effettuare una dimissione protetta.

In caso di frattura o di esigenze di presidi ed ausili riabilitativi particolari, chiedi venga eseguita una visita fisiatrica prima della dimissione. Le indicazioni provenienti da questa visita velocizzeranno molto la fornitura dei detti presidi o di percorsi riabilitativi domiciliari.

 

CORRETTO UTILIZZO DEL PRONTO SOCCORSO E DELLA MEDICINA DI CONTINUITà ASSISTENZIALE (ex Guardia Medica)

 

Nell'orario di chiusura dell'ambulatorio, in caso di problemi di salute importanti o urgenti, puoi rivolgerti al servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) attivo tutte le sere dalle 20.00 alle 8.00 e dalle 10.00 dei giorni prefestivi fino alle 8.00 del successivo giorno lavorativo . Se i tuoi sintomi sono particolarmente importanti o riguardano organi vitali, rivolgiti al Pronto Soccorso. Vedi anche la apposita scheda informativa sui casi in cui è meglio chiamare il numero 118



Alcuni esempi di situazioni in cui conviene


chiamare direttamente il 118 (servizio di Emergenza Sanitaria)

anzichè cercare il proprio medico:


- Un dolore improvviso al torace, specialmente se è forte o accompagnato da sudore freddo, o che si avverte anche alla schiena in alto, alle braccia o al collo (anche se è passato da qualche ora)

N.B. le semplici "fitte" localizzate in un punto circoscritto del torace e che durano pochi secondi non sono preoccupanti


- una marcata difficoltà respiratoria, specialmente se persiste a riposo

- uno stato di incoscienza che non si sa quando sia iniziato o uno svenimento con completa perdita dei sensi che non cessa in posizione distesa

- uno stato improvviso di confusione mentale, torpore o marcata sonnolenza

- uno stato di grave agitazione con deliri, rischio di autolesionismo, atti pericolosi o aggressioni

- un trauma cranico con grave mal di testa (anche dopo qualche ora), specie se con vomito o svenimento

- una ferita profonda, specialmente al torace, all'addome o alla testa

- una crisi di convulsioni (scosse incontrollabili alle braccia e alle gambe, con o senza stato di incoscienza) che non cessa entro 2-3 minuti

- la perdita improvvisa di forza ad un braccio o gamba o entrambi, oppure una marcata difficoltà a parlare

N.B. se il paziente è trasportabile, si può portare direttamente al Pronto Soccorso senza ambulanza

- un'ustione su un'ampia parte del corpo, specialmente in un bambino (bagnare subito la parte con acqua fredda!)

N.B. se il paziente è trasportabile, si può portare direttamente al Pronto Soccorso senza ambulanza

- trauma da caduta in una persona che non riesce a stare in piedi o accusa forte dolore alla schiena, o all'anca o alla gamba

vomito di colore nero come il caffè

- feci di colore nero come il caffè con grave malessere generale o sensazione di svenimento


N.B. Se si è in grado di camminare o stare seduti, è possibile recarsi autonomamente al Pronto Soccorso, purchè accompagnati. 


In altre condizioni potenzialmente gravi (ad esempio sospetto avvelenamento, ferita ad un occhio, perdita improvvisa della vista ad un occhio, sanguinamenti nasali molto abbondanti, trauma con sospetto di frattura ad un braccio) si può andare, accompagnati, direttamente al Pronto soccorso con mezzi propri.

Per quali motivi alcuni certificati medici sono gratuiti ed altri no

I certificati medici sono documenti scritti con valore legale, che comportano per il Medico che li compila obblighi e responsabilità legali di vario ordine e grado.

Secondo l'Accordo Collettivo Nazionale, cioè in base al contratto che regolamenta il lavoro del Medico di Medicina Generale, vanno rilasciati a titolo gratuito SOLO i certificati INPS per assenza dal lavoro, i certificati per la ripresa della frequenza scolastica degli studenti alla fine di una malattia superiore a 5 giorni e quelli necessari per lo svolgimento di attività sportive scolastiche su richiesta del Preside. 

Tutti gli altri tipi di certificato medico, non essendo contemplati dall' Accordo Collettivo Nazionale, sono rilasciati dal Medico in regime di libera professione, e pertanto hanno un costo, in alcuni casi specifici sono gravati dall'IVA e devono in ogni caso essere fatturati dal Medico.

Si sottolinea che il il rilascio di certificati, per cui è previsto il pagamento (con o senza IVA), a titolo gratuito non consente al Medico di fatturare correttamente il lavoro medico-legale svolto e pertanto lo espone a possibili gravi conseguenze dal punto di vista di accertamenti fiscali (ci sono già stati vari casi), e pertanto non è possibile.

Cosa deve fare un lavoratore in caso di assenza dal lavoro per malattia

Il lavoratore ammalato ha diritto alla conservazione del posto di lavoro e al trattamento economico adeguato per i periodi stabiliti dalla legge e dai contratti collettivi di lavoro. Per usufruire di questi benefici, il lavoratore deve presentare appositi certificati medici e sottoporsi a controlli medici.


Certificazione e comunicazione della malattia

Il lavoratore ha l'obbligo di comunicare il suo stato di malattia al datore di lavoro nel giorno stesso in cui l'episodio si verifica e durante l'orario di lavoro.

Il lavoratore che si assenta dal lavoro per motivi di salute deve dare comunicazione tempestiva al proprio datore di lavoro e recarsi dal proprio medico curante per essere visitato. Infatti il medico curante solo dopo la visita potrà compilare il certificato telematico di malattia in un'apposita sezione che si trova sul sito dell'INPS, che a sua volta provvederà ad inviare tale certificato al datore di lavoro.

Una volta che il certificato medico è stato inviato, o al massimo entro un giorno, l'informazione è visibile a tutti i soggetti interessati che a questo punto possono richiedere che venga effettuata la visita fiscale.


Il lavoratore può riprendere il lavoro il giorno successivo al termine del periodo di prognosi stabilito dal suo Medico Curante.

Se la durata della malattia e della conseguente assenza dal lavoro supera i giorni di prognosi stabiliti dal Medico durante la prima visita, il lavoratore deve sottoporsi ad una ulteriore visita di controllo entro massimo due giorni dal termine della prognosi stabilita nel primo certificato. Durante tale visita il Medico rivaluterà la situazione clinica del lavoratore e compilerà, se necessario, un certificato telematico di prosecuzione di malattia.


Controlli

Il controllo dei certificati e degli accertamenti sanitari dei dipendenti pubblici è di competenza delle ASL. Esse hanno anche competenza sugli accertamenti dei lavoratori che operano nel settore privato ma, se il lavoratore è assicurato presso l'INPS per l'indennità economica di malattia, sarà l'istituto previdenziale stesso a provvedere ai controlli.

Il controllo sullo stato di malattia del lavoratore può essere chiesto dal datore di lavoro o dall'INPS, e viene eseguito dai medici delle ASL o dai medici dell'istituto previdenziale.

I controlli possono essere effettuati sui lavoratori del settore pubblico e privato. Sono esclusi i controlli in caso di assenza dal lavoro per infortunio o per malattie professionali.


Tipi di controlli

Sono previsti controlli mediante:

visite a domicilio

visite in ambulatorio: sono soggetti a tali visite i lavoratori non trovati in casa o all'indirizzo indicato al momento della visita a domicilio. Ricevuta la comunicazione, il lavoratore è tenuto a presentarsi in ambulatorio, a meno che non abbia ripreso a lavorare o sia impedito per motivi di salute

Orari reperibilità malattia dipendenti privati

Tutti i dipendenti di aziende private devono rispettare un orario di reperibilità che prevede 2 ore la mattina, dalle 10 alle 12, e 2 ore il pomeriggio, dalle 17 alle 19.

C'è da sottolineare che per quanto riguarda il dipendente privato la copertura Inps scatta dal quarto giorno (i primi 3 sono a carico del datore di lavoro) e che comunque, al di la della durata della malattia, bisogna sempre presentare regolare certificato medico.

Orari reperibilità malattia dipendenti pubblici e insegnanti

Gli insegnanti, come i dipendenti pubblici in genere, sono soggetti ad un orario di reperibilità per malattia più severo che prevede ben 4 ore la mattina, dalle 9 alle 13, e 3 ore il pomeriggio dalle 15 alle 18.

Vi è esclusione dall'obbligo di rispettare le fasce di reperibilità per i dipendenti per i quali l'assenza è riconducibile ad una delle seguenti circostanze: a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita; b) infortuni sul lavoro; c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio; d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.


Cause di giustificazione delle assenze

Può verificarsi che il lavoratore non venga trovato a casa in occasione della visita di controllo effettuata negli orari di legge. In questa ipotesi il medico fiscale lascia al lavoratore l'avviso affinchè si rechi, il giorno successivo non festivo, in ambulatorio e, in caso di mancata presentazione, sarà sospesa l'indennità di malattia, a meno che il lavoratore non abbia ripreso a lavorare. Contemporaneamente il medico fiscale comunica all'Azienda sanitaria o all'Istituto di previdenza l'assenza a casa del lavoratore; a loro volta la ASL o l'INPS comunicano l'assenza al datore di lavoro che ha chiesto la visita di controllo. Mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, il lavoratore sarà chiamato a giustificare la sua assenza al momento della visita di controllo anche se la visita in ambulatorio ha confermato lo stato di malattia. Se i motivi di giustificazione sono considerati insufficienti, vengono applicate le sanzioni previste. Il lavoratore potrà presentare domanda di riesame o rivolgersi al giudice del lavoro.

Il lavoratore può giustificare la sua assenza all'atto della visita di controllo entro dieci giorni dalla richiesta della ASL o dell'INPS a fornire i motivi di giustificazione. In questo caso il lavoratore non è sottoposto ad alcuna sanzione.

Il lavoratore è giustificato in caso di:

effettuazione di visite o accertamenti specialistici, inclusa la terapia iniettiva, presso strutture della ASL o da questa autorizzate

visite mediche dal proprio medico di fiducia

esigenza del lavoratore di recarsi in un luogo diverso dal suo domicilio o di rientrare nel luogo del suo domicilio se il suo stato di malattia è insorto altrove per circostanze oggettive o per scopi terapeutici. In quest'ultimo caso l'assenza è giustificata solo se il lavoratore ha tempestivamente comunicato alla struttura pubblica i suoi spostamenti


Sanzioni

Se il lavoratore è assente ingiustificato alla visita di controllo domiciliare o non si presenta alla visita in ambulatorio o non indica il proprio indirizzo è sottoposto a sanzioni da parte dell'Istituto previdenziale.

L'INPS sospende l'indennità totale, compresa la quota integrativa a carico del datore di lavoro, per i primi dieci giorni di malattia. Se il lavoratore risulta assente ingiustificato alla seconda visita di controllo, l'INPS sospende la metà del trattamento economico. Infine, se il lavoratore risulta assente alla terza visita di controllo, l'INPS sospende l'indennità dalla data della terza assenza.

Il lavoratore che si rifiuta di sottoporsi alla visita di controllo o visita fiscale è punibile con il licenziamento.

Ulteriori sanzioni sono previste dai contratti collettivi di lavoro. 


Discordanze tra medico curante e medico fiscale

Può verificarsi che il lavoratore venga trovato a casa al momento della visita di controllo, ma le prognosi del medico curante e del medico fiscale siano diverse. In questa ipotesi, il lavoratore può contestare la prognosi del medico fiscale e farlo annotare sul referto mentre l'Istituto di previdenza o l'Azienda sanitaria comunicano al datore di lavoro, entro 24 ore, il risultato dell'accertamento. Sarà il coordinatore sanitario della ASL o dell'INPS a risolvere definitivamente la controversia tra medico curante e medico fiscale e a darne comunicazione al lavoratore che dovrà riprendere il lavoro o presentare ricorso giudiziario.

Cos'è l'invalidità civile

L'invalidità civile consiste nel riconoscimento di uno stato invalidante, non dovuto a incidenti o malattie connesse al lavoro, in base al quale l'interessato può ottenere i benefici economici e/o socio-sanitari previsti dalla legge. 


L'art. 2 della legge n. 118 del 30 marzo 1971 definisce invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad un terzo o, se minori di diciotto anni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. 


Sono considerati invalidi civili anche i soggetti ultrasessantacinquenni che si trovino nella situazione di difficoltà prevista per i minorenni (ai sensi dell'art.6 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n.509).

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA PER IL RICONOSCIMENTO ?

Possono presentare domanda i cittadini italiani residenti in Italia o gli stranieri titolari di carta di soggiorno affetti da malattia e menomazioni permanenti e croniche sia di natura fisica che psichica ed intellettiva che riducono la capacità lavorativa della persona in misura non inferiore ad un terzo (invalidità superiore al 33%). 

Queste malattie per cui si presenta il riconoscimento dell'invalidità civile non devono essere state riconosciute come invalidità per causa lavoro, causa di servizio e di guerra con le quali l'invalidità civile è incompatibile.

DIVERSO GRADO DI INVALIDITÀ

La legge ha stabilito diversi gradi di invalidità con i relativi benefici:

il 33% di invalidità dà diritto a prestazioni protesiche e ortopediche;

il 46% dà diritto, oltre al beneficio di cui al punto a), all'iscrizione nelle liste speciali per il collocamento degli invalidi civili.

Se maggiorenne il 74% di invalidità dà diritto, oltre al beneficio di cui ai punti a) e b), alla qualifica di invalido parziale e all'assegno mensile di assistenza, il cui importo viene fissato annualmente dal Ministero dell'Interno, se incollocati o incollocabili al lavoro e iscritti nelle liste speciali per il collocamento.

con il 100% viene riconosciuta la qualifica di invalido totale e si ha diritto alla pensione di inabilità secondo limiti di reddito stabiliti annualmente;

se l'interessato è anche non autosufficiente o non deambulante ha diritto all'indennità di accompagnamento indipendentemente dall'età e dal reddito.


Se minorenne ha diritto:

Agli ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;

All'indennità mensile di frequenza se riconosciuto "minore con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell'età" (L. 289/90) o "minore con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore) durante la frequenza a centri riabilitativi o di formazione professionale o a scuole di ogni ordine e grado, secondo i limiti di reddito previsti annualmente;

Se non autosufficiente o non deambulante anche all'indennità di accompagnamento.


Principali riferimenti legislativi

Legge 30/03/1971 n. 118, L. 11/02/1980 n. 18, D.Lgs. 23/11/1988 n. 509, L. 11/10/1990 n. 239.

QUALE E' LA PROCEDURA PER PRESENTARE LA DOMANDA?

Dal primo gennaio 2010 è stato avviato il nuovo processo di gestione delle domande di invalidità civile. Le domande - spiega l'Inps in una nota - per ottenere i benefici in materia di invalidita' civile, cecita' civile, sordita' civile, handicap e disabilita', corredate di certificazione medica attestante la natura delle infermita' invalidanti, dovranno essere inoltrate all'Inps esclusivamente per via telematica.


Nell'ambito del nuovo procedimento, i medici certificatori potranno utilizzare una procedura online per la compilazione e la trasmissione dei certificati medici dei propri assistiti.


L'elenco dei medici certificatori accreditati in possesso del PIN e' pubblicato sul sito internet dell'INPS a disposizione anche dei cittadini interessati.

Le agevolazioni lavorative previste dalle norme per la tutela della disabilità - Legge 104

Le agevolazioni lavorative previste dalle norme per la tutela della disabilità (legge 104)


Il lavoratore o la lavoratrice con figlio gravemente disabile o che assiste un familiare o affine (entro il 3° grado) gravemente disabile, o il lavoratore o la lavoratrice con grave disabilità, ha diritto:

. a non essere trasferito ad altra sede lavorativa senza il suo consenso

. a scegliere la sede di lavoro più vicina al luogo di residenza della persona a cui si presta assistenza


I lavoratori affetti da patologie oncologiche e con ridotta capacità lavorativa a causa delle terapie salvavita, hanno la possibilità di trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time (verticale o orizzontale). Tale possibilità è data a tutti i lavoratori, del settore pubblico e del settore privato. La lavoratrice o il lavoratore che abbia trasformato il rapporto di lavoro per i motivi di cui sopra, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni uguali o equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale.


La stesso diritto prioritario alla trasformazione del rapporto di lavoro in part-time è concesso inoltre alle lavoratrici e ai lavoratori che assistono familiari o persone conviventi, se

1) la patologia oncologica riguarda il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice

2) l'assistenza riguarda una persona convivente con la lavoratrice o con il lavoratore richiedente, la quale possiede contemporaneamente, poichè totalmente e permanentemente inabile al lavoro

- un riconoscimento del 100% di invalidità

- un riconoscimento di gravità dell'handicap

- il diritto all'indennità di accompagnamento perchè non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita


Il diritto prioritario alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale è riconosciuto infine alla lavoratrice o al lavoratore

. con figlio convivente di età non superiore a 13 anni 

oppure

. con figlio convivente - di qualsiasi età - portatore di handicap (con riconoscimento della stato di handicap senza gravità).

Inoltre, la normativa istituisce i seguenti congedi e permessi, che sono fruibili se la persona disabile non è ricoverata a tempo pieno in istituto. Tali permessi sono:


Permessi fino al 3° anno di vita del bambino disabile

La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi o affidatari di minori con handicap in situazione di gravità, hanno diritto:

. al prolungamento del periodo di congedo parentale fino a tre anni di età del bambino

. oppure, in alternativa, ad un permesso giornaliero retribuito di due ore fino al compimento del terzo anno di età del bambino

Il genitore richiedente ha diritto al prolungamento del periodo di congedo parentale o ai permessi orari anche quando l'altro genitore non ne ha diritto.

Rimane ferma l'alternatività del diritto e quindi l'impossibilità della fruizione dei benefici contemporaneamente da parte dei due genitori lavoratori dipendenti. E' invece possibile che un genitore fruisca dei congedi previsti per la maternità e la paternità e l'altro genitore fruisca, nello stesso periodo, del congedo per handicap.

In alternativa al prolungamento del congedo parentale vi è la possibilità di fruire di riposi orari retribuiti di due ore al giorno (orario di lavoro pari o superiore a 6 ore) ovvero di un' ora (orario di lavoro inferiore a 6 ore). Nel 1° anno di vita del figlio, in casi particolari e cioè se le cure non possono essere garantite durante le due ore di permesso per allattamento previste per la generalità dei neonati poichè vi è una particolare e diversa difficoltà del bambino con handicap sin dalla tenerissima età, è possibile fruire del cumulo del permesso per allattamento con le due ore di permesso per handicap.

Eccezione al requisito di non ricovero in istituto: nel caso di bambino di età inferiore a 3 anni che sia ricoverato in struttura ospedaliera per intervento chirurgico o a scopo riabilitativo, se i medici certificano il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare, il ricovero è compatibile con il diritto del genitore ai permessi.


Permessi dopo il 3° e fino al 18° anno di vita del disabile

I genitori, in alternativa tra di loro, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito e accreditato figurativamente.

Al genitore richiedente spetta anche se l'altro non ne ha diritto o se nella famiglia vi siano altri soggetti in grado di prestare assistenza.

I genitori beneficiari possono essere anche adottivi o affidatari.

I tre giorni di permesso possono essere ripartiti fra i genitori anche con assenze contemporanee degli stessi. I tre giorni di permesso mensile possono essere frazionati in ore in modo da permettere, la lavoratore richiedente di fruire di una flessibilità dell'orario di lavoro. E' possibile che un genitore fruisca del congedo parentale (entro gli otto anni del figlio) mentre l'altro genitore fruisce dei permessi mensili per handicap.


Permessi dopo il 18° anno di vita del disabile

I genitori (naturali, adottivi o affidatari) di figli maggiorenni hanno diritto alternativamente a tre giorni di permesso retribuito, anche continuativi nel mese.

I tre giorni di permesso possono essere ripartiti fra i genitori anche con assenze contemporanee degli stessi. I tre giorni di permesso possono essere frazionati in ore.

Nel caso in cui il figlio disabile convive con i genitori, il diritto ai tre giorni di permesso per il genitore lavoratore richiedente prescinde dalla condizione che la madre sia lavoratrice o che non vi sia altra persona in grado di prestare assistenza.

Invece, nel caso in cui non vi sia convivenza, il diritto è subordinato al requisito di continuità ed esclusività dell'assistenza e alla non presenza, nel nucleo familiare del portatore di handicap, di altri soggetti non lavoratori (compresa la madre) in grado di prestare assistenza.

Non è richiesta la convivenza con il genitore che fruisce dei permessi, nè i requisiti di continuità ed esclusività dell'assistenza che si realizzano con una assistenza che abbia i caratteri di "sistematica e adeguata" alle esigenze del familiare disabile.


Permessi per assistere un familiare o affine entro il 3° grado

Il lavoratore o la lavoratrice che assistono un familiare o affine entro il 3° (ivi compreso il coniuge) hanno diritto ad un permesso di 3 giorni al mese. Il permesso è retribuito ed utile per il trattamento pensionistico. Può essere frazionato in permessi orari. Non è richiesta la convivenza con il familiare disabile ma l'assistenza per essere continua deve avere il carattere della sistematicità e dell'adeguatezza.

Importanti orientamenti giurisprudenziali hanno allargato le maglie del diritto, e quindi :

- la presenza di altri familiari non lavoratori nel nucleo del disabile non è ostativa al diritto della lavoratrice o del lavoratore richiedente ai permessi mensili retribuiti

- la persona disabile, o il suo tutore legale o il suo amministratore di sostegno, ha la possibilità di scegliere che, all'interno della propria famiglia, debba prestargli assistenza fruendo dei permessi della legge 104.

- il diritto ai permessi è riconosciuto anche a chi, pur risiedendo o lavorando in luoghi distanti da quello in cui risiede la persona disabile, offre tuttavia un'assistenza continua poichè sistematica ed adeguata alle esigenze dello stesso familiare disabile In questi casi è necessario però produrre un "Programma di assistenza" (a firma congiunta) che illustri le modalità e le finalità dell'assistenza.

- La presenza di un assistente familiare (badante, personale di associazioni "no profit" o di strutture pubbliche) è compatibile con la fruizione delle agevolazioni lavorative da parte del familiare richiedente.

- Per ricovero a tempo pieno (ostativo alla fruizione delle agevolazioni lavorative) si deve intendere che la persona gravemente disabile è ricoverata per le intere 24 ore. Tuttavia se la persona ricoverata si trova in coma vigile e/o in situazione terminale, sussiste il diritto alle agevolazioni per il lavoratore o la lavoratrice richiedente.

Permessi per il lavoratore disabile

Il lavoratore affetto da grave disabilità ha diritto:

. a tre giorni di permesso mensile retribuito

. oppure a due ore di permesso giornaliero (con orario di lavoro superiore alle 6 ore quotidiane) o a un'ora di permesso giornaliero (se l'orario di lavoro è pari o inferiore alle 6 ore).

I tre giorni di permesso mensile possono essere fruiti anche in sei mezze giornate oppure frazionati in permessi orari.

Decorrenza dei benefici

L'agevolazione decorre dalla data di presentazione della domanda all'Istituto previdenziale e al datore di lavoro o all'ente datore di lavoro.

Rinnovo della domanda

Nel settore privato, l'Inps ha disposto che la domanda sia rinnovata annualmente; va allegata una dichiarazione di responsabilità da cui si riscontri che non si sono verificate rettifiche o revoche della situazione sanitaria precedente.

Adempimenti del datore di lavoro

L'effettivo pagamento è effettuato dal datore di lavoro che poi, nel caso di dipendente privato, recupera l'importo con il conguaglio sui contributi dovuti all' Istituto previdenziale (Inps).

Retribuzione e contribuzione 

Il prolungamento del congedo parentale viene retribuito in misura pari al 30% della retribuzione, prendendo a riferimento soltanto la paga base ed escludendo pertanto la quota ferie, la quota tredicesima, le eventuali altre indennità previste dai diversi contratti nazionali di lavoro.

La contribuzione figurativa accreditata è piena.

Le due ore di permesso retribuito giornaliero sono retribuite interamente si a nel settore privato sia nel settore pubblico.

La contribuzione versata nel pubblico è piena ed effettiva, mentre nel privato viene accreditata una contribuzione figurativa pari al 200% del valore dell'assegno sociale dell'anno in corso.

In questo caso il lavoratore o la lavoratrice possono integrare il valore figurativo ridotto mediante riscatto o tramite la contribuzione volontaria.


I tre giorni di permesso mensile sono retribuiti sia nel pubblico sia nel privato.

L'accredito contributivo è effettivo per il settore pubblico e figurativo per il settore privato.

Accertamento della disabilità - legge 104/92

Dal primo gennaio 2010 sono cambiati alcuni importanti passaggi dell'iter di domanda, accertamento e riconoscimento delle minorazioni civili (invalidità e cecità civile, sordità prelinguale), dell'handicap (Legge 104/1992) e della disabilità (Legge 68/1999).

Si spera che la "miniriforma" migliori la qualità dei servizi erogati al Cittadino soprattutto in quanto a tempi di attesa e a sovraccarichi amministrativi.

Le ricadute

Lo ricordiamo in sintesi: dal primo gennaio 2010 la domanda di accertamento di invalidità, handicap e disabilità si presenta all'INPS e non più alle Aziende USL. Le competenti Commissioni ASL sono integrate da un medico INPS.

Le linee guida

La piena trasparenza dei procedimenti è il primo obiettivo che viene perseguito, soprattutto attraverso strumenti e modalità informatici e telematici. La presentazione delle domande e l'archiviazione di tutti gli atti avverranno attraverso un sistema informatico gestito dall'INPS, garantendo così, quando il sistema sarà a regime, la tracciabilità di qualsiasi procedura in tempo reale.

L'altro obiettivo è quello dell'uniformità dei modelli di presentazione della domanda e dei relativi verbali di accertamento, messi a disposizione dall'INPS superando così l'attuale disomogeneità di questi atti a livello locale.

Un ultimo interessante obiettivo è quello di mantenere i tempi dei procedimenti che vanno dalla domanda alla concessione delle eventuali provvidenze economiche entro i 120 giorni. Tempi ben più ristretti rispetto a quelli precedentemente adottati.

L'informatizzazione

L'intera gestione del procedimento, come detto, è informatizzata attraverso un'applicazione specifica ("Invalidità Civile 2010" - InvCiv2010), disponibile sul sito dell'INPS (www.inps.it). 

 L'accesso all'applicazione è consentito solo agli utenti muniti di PIN (Personal Identification Number), cioè di un codice di identificazione univoco, rilasciato dallo stesso INPS.

Possono accedere al sistema, con diversi gradi e modalità di autorizzazione, i Cittadini, i medici certificatori, i patronati sindacali, le associazioni di categoria, le Commissioni Asl e il personale autorizzato dell'INPS.

Il Cittadino stesso può, quindi, presentare la domanda di accertamento (anche se forse è preferibile appoggiarsi ad un patronato sindacale), ma soprattutto seguire l'iter della propria pratica dal momento dalla richiesta di visita all'erogazione delle eventuali provvidenze e inserire le ulteriori informazioni richieste ai fini della concessione delle stesse provvidenze.

Per far ciò, tuttavia, deve richiedere il PIN. Può farlo inoltrando la richiesta direttamente dal sito dell'Inps (www.inps.it), sezione dei Servizi on line (inserendo i dati richiesti saranno visualizzati i primo otto caratteri del PIN; la seconda parte del codice sarà successivamente recapitata per posta ordinaria) oppure, in alternativa, tramite il Contact Center INPS (803164).

Ma vediamo quali sono le diverse fasi e cosa bisogna fare.

La certificazione medica

Come nei procedimenti attuali, per prima cosa bisogna rivolgersi al medico curante (medico certificatore) per il rilascio del certificato introduttivo.

Basandosi sui modelli di certificazione predisposti dall'INPS, il medico deve attestare la natura delle infermità invalidanti, riportare i dati anagrafici, le patologie invalidanti da cui il soggetto è affetto con l'indicazione obbligatoria dei codici nosologici internazionali (ICD-9). Dovrà, se presenti, indicare le patologie elencate nel Decreto Ministeriale 2 agosto 2007 che indica le patologie stabilizzate o ingravescenti che danno titolo alla non rivedibilità. Infine dovrà indicare l'eventuale sussistenza di una patologia oncologica in atto.

Questo certificato - è questa la novità - va compilato su supporto informatico ed inviato telematicamente.

Anche i medici certificatori, per eseguire questa operazione, devono prima "accreditarsi" presso il sistema richiedendo un PIN che li identificherà in ogni successiva certificazione.

Una volta compilato il certificato, il sistema genera un codice univoco che il medico consegna all'interessato.

Il medico deve anche stampare e consegnare il certificato introduttivo firmato in originale, che il Cittadino deve poi esibire al momento della visita.

La ricevuta indica il numero di certificato che il Cittadino deve riportare nella domanda per l'abbinamento dei due documenti.

Il certificato ha validità 30 giorni: se non si presenta in tempo la domanda, il certificato scade e bisogna richiederlo nuovamente al medico.

Nel caso di sola domanda di accertamento per il collocamento mirato (Legge 68/99), non è richiesto il certificato medico, in quanto la domanda può essere presentata esclusivamente da cittadini ai quali la condizione di invalidità è già stata riconosciuta con una percentuale superiore al 45%, oppure sia stata riconosciuta la condizione di cieco civile o sordo.

La domanda

Una volta in possesso del certificato introduttivo, il Cittadino può presentare la domanda di accertamento. Può farlo autonomamente, dopo aver acquisito il PIN, oppure attraverso gli enti abilitati: associazioni di categoria, patronati sindacali, CAAF, altre organizzazioni.

In questa fase si abbina il certificato rilasciato dal medico (presente nel sistema) alla domanda che si sta presentando.

Nella domanda sono da indicare i dati personali e anagrafici, il tipo di riconoscimento richiesto (handicap, invalidità, disabilità), le informazioni relative alla residenza e all'eventuale stato di ricovero.

Il Cittadino può indicare anche una casella di posta elettronica (che se è certificata consente comunicazioni valide da un punto di vista burocratico) per ricevere le informazioni sul flusso del procedimento che lo riguarda. 

Tutte le "fasi di avanzamento" possono essere consultate anche online nel sito dell'INPS, sia dal Cittadino che dai soggetti abilitati grazie al codice di ingresso (PIN).

La ricevuta e la convocazione a visita

Per ogni domanda inoltrata, il sistema genera una ricevuta con il protocollo della domanda.

La procedura informatica propone poi un'agenda di date disponibili per l'accertamento presso la Commissione dell'Azienda USL.

Il Cittadino, può scegliere la data di visita o indicarne una diversa da quella proposta, scegliendola tra le ulteriori date indicate dal sistema.

Vengono fissati indicativamente dei nuovi limiti temporali: 

- per l'effettuazione delle visite ordinarie è previsto un tempo massimo di 30 giorni dalla data di presentazione della domanda;

- in caso di patologia oncologica ai sensi dell'art. 6 della Legge n. 80/06 o per patologia ricompresa nel DM 2 agosto 2007, il limite temporale scende a 15 giorni.

Se non è possibile, in tempo reale, fissare la visita entro l'arco temporale massimo, a causa dell'indisponibilità di date nell'agenda, la procedura può segnalare date successive al limite previsto, oppure registrare la domanda e riservarsi di definire in seguito la prenotazione della visita. 

Una volta definita la data di convocazione, l'invito a visita è visibile nella procedura informatica (visualizzato nel sito internet) e viene comunicato con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all'indirizzo e alla email eventualmente comunicata.

Nelle lettere di invito a visita sono riportati i riferimenti della prenotazione (data, orario, luogo di visita), delle avvertenze riguardanti la documentazione da portare all'atto della visita (documento di identità valido; stampa originale del certificato firmata dal medico certificatore; documentazione sanitaria, ecc.), e delle modalità da seguire in caso di impedimento a presentarsi a visita, nonchè le conseguenze che possono derivare dalla eventuale assenza alla visita.

Nella stessa lettera viene ricordato che:

- il Cittadino può farsi assistere, durante la visita, da un suo medico di fiducia;

- in caso di impedimento, può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell'Inps e accedendo al Servizio online con il proprio codice di identificazione personale (PIN);

- se assente alla visita, verrà comunque nuovamente convocato. La mancata presentazione anche alla successiva visita sarà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessa.

Visita domiciliare

Nel caso in cui la persona sia intrasportabile (il trasporto comporta un grave rischio per l'incolumità e la salute della persona) è possibile richiedere la visita domiciliare.

Anche in questo caso la procedura è informatizzata e spetta al medico abilitato a rilasciare il certificato introduttivo.

Il certificato medico di richiesta visita domiciliare va inoltrato almeno 5 giorni prima della data già fissata per la visita ambulatoriale. 

è poi il Presidente della Commissione dell'Azienda USL a valutare il merito della certificazione e dispone o meno la visita domiciliare. 

 In caso di accoglimento, il Cittadino viene informato della data e dell'ora stabilita per la visita domiciliare, altrimenti viene indicata una nuova data di invito a visita ambulatoriale. Tali comunicazioni saranno notificate con le modalità già descritte (visualizzazione sul sito internet, eventuale invio per posta elettronica, lettera raccomandata).

La visita

La visita avviene presso la Commissione della Azienda USL competente che, dal 1 gennaio 2010 è - in forza dell'articolo 20 della Legge 102/2009 - integrata con un medico dell'INPS.

La Commissione accede al fascicolo elettronico contenente la domanda e il certificato medico.

Al termine della visita, viene redatto il verbale elettronico, riportando l'esito, i codici nosologici internazionali (ICD-9) e l'eventuale indicazione di patologie indicate nel Decreto 2 agosto 2007 che comportano l'esclusione di successive visite di revisione.

Sono abilitati all'accesso a questi dati solo alcuni medici e funzionari, per contenere il rischio di abusi relativi alla riservatezza dei dati.

Tutta la documentazione sanitaria presentata nel corso della visita viene conservata e acquisita agli atti dall'Azienda USL.

In caso di assenza a visita senza giustificato motivo, la domanda viene rigettata. Il Cittadino dovrà presentare una nuova domanda, previo rilascio del certificato da parte del medico curante.

La verifica

Fino al 31 dicembre 2009 tutti i verbali emessi delle Commissioni ASL dovevano essere inviati alla competente Commissione INPS per la verifica e la convalida. La Commissione INPS aveva tempo 60 giorni, dalla ricezione dei verbali, per convalidare il verbale, oppure per sospenderlo e chiedere chiarimenti all'Azienda USL oppure per riconvocare a visita l'interessato. Trascorsi 60 giorni vige il principio del silenzio assenso. Nessuna norma fissa il tempo massimo di invio dei verbali, da parte delle Commissioni ASL all'INPS. Anche su tale passaggio le novità sono sostanziali.

Come già detto, le Commissioni ASL sono integrate con un medico dell'INPS e questo può rappresentare un vantaggio in termini di tempi, oltre che - sicuramente - di risparmi di gestione.

Infatti, se al termine dellA visita il verbale viene approvato all'unanimità, il verbale, validato dal Responsabile del Centro Medico Legale dell'INPS, viene spedito all'interessato da parte dell'INPS stesso.

Se il verbale dà diritto a prestazioni economiche (pensioni, indennità, assegni), viene anche attivato il flusso amministrativo per la relativa concessione ed erogazione e quindi inviato anche all'ente concessore e "messo in lavorazione".

Se al termine della visita di accertamento, invece, il parere non è unanime, l'INPS sospende l'invio del verbale e acquisisce gli atti che vengono esaminati dal Responsabile del Centro Medico Legale dell'INPS. Questi può validare il verbale entro 10 giorni oppure procedere ad una nuova visita nei successivi 20 giorni.

La visita, in questo caso, viene effettuata, oltre che da un medico INPS (diverso da quello presente in Commissione ASL), da un medico rappresentante delle associazioni di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS) e, nel caso di valutazione dell'handicap, da un operatore sociale (per le certificazioni relative alla Legge 104/1992 e 68/1999).

La Commissione medica può avvalersi della consulenza di un medico specialista della patologia oggetto di valutazione. Le consulenze potranno essere effettuate da medici specialisti INPS o da medici già convenzionati con l'Istituto.

L'invio del verbale

Come detto, il verbale viene inviato al Cittadino dall'INPS. 

Le versioni inviate sono due: una contenente tutti i dati sensibili e una contenente solo il giudizio finale per gli usi amministrativi.

Se il giudizio finale prevede l'erogazione di provvidenze economiche, il Cittadino viene invitato ad inserire online i dati richiesti (ad esempio reddito personale, eventuale ricovero a carico dello Stato, frequenza a scuole o centri di riabilitazione, coordinate bancarie). 

Anche queste informazioni finiscono nella "banca dati" e completano il profilo della persona ai fini dell'invalidità civile, handicap e disabilità. E anche per queste procedure è bene farsi assistere da un patronato sindacale, un'associazione o un soggetto abilitato.

Il procedimento si conclude con l'erogazione delle provvidenze economiche nei casi in cui ne sia riconosciuto il diritto sulla base dei requisiti sanitari e di diritto.

I fascicoli elettronici dei verbali conclusi vengono archiviati nel Casellario Centrale di Invalidità gestito dall'INPS.

Domande e visite precedenti

La Circolare INPS del 28 dicembre 2009, n. 131 fornisce anche precisazioni rispetto alle domande presentate prima del 31 dicembre 2009, o alle visite effettuate prima di quella data.

Le domande con visite effettuate dalle Commissioni ASL entro il 31 dicembre 2009, non entrano nella nuova procedura e continuano ad essere gestite secondo l'iter precedente. 

La verifica dei verbali e quindi l'accertamento definitivo spetta comunque all'INPS, che li esamina con una Commissione medica formata da un medico INPS, al quale compete il giudizio definitivo, da un medico rappresentante delle associazioni di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS) e dall'operatore sociale nei casi previsti dalla legge. L'accertamento potrà consistere nell'esame della documentazione agli atti o nella programmazione di una nuova visita.

Al contrario, i verbali relativi alle domande presentate entro il 31 dicembre 2009, con visite effettuate dal 1 gennaio 2010, sono gestite con le nuove modalità informatiche.

Sui verbali deve essere evidenziato se il giudizio medico legale sia stato espresso all'unanimità o a maggioranza della Commissione medica integrata, e su questi verbali seguono le approvazioni e le verifiche di cui si è già detto.

Visite di revisione

L'indicazione riguarda tutti quei casi in cui nei verbali sia già stata prevista una revisione successiva.

La Circolare INPS 131/2009 precisa che "le prestazioni per le quali sono già indicate negli archivi dell'Istituto le date di scadenza, verranno caricate in automatico nella procedura INVCIV2010 e potranno quindi essere gestite interamente con il nuovo iter procedurale. La programmazione dei calendari di visita dovrà ovviamente essere effettuata dall'ASL.

Atteso che dalle procedure di revisione sono esclusi i soggetti di cui al DM 2/8/2007, il medico INPS che integra la Commissione medica, avrà cura di esaminare gli atti contenuti nel fascicolo sanitario della ASL relativamente ai soggetti portatori delle patologie ricomprese nel citato DM, al fine di escludere ogni ulteriore accertamento."

Si suggerisce a chi sia in possesso di un verbale (di invalidità o di handicap) a scadenza, di rivolgersi comunque alla propria Azienda USL per avere conferma della procedura adottata e dei tempi di attesa. Ricordiamo, infatti, che alla scadenza del verbale, decadono tutte le prestazioni economiche e i benefici (ad esempio, permessi e congedi lavorativi) precedentemente concessi.

L'indennità di accompagnamento

L'indennità di accompagnamento è un contributo economico erogato agli invalidi civili, completamente inabili, alle persone anziane e ai mutilati, per permettere loro di spostarsi, ma anche per facilitare il normale svolgimento degli atti della vita quotidiana. Il beneficio economico viene dato a prescindere dall'età e dal reddito.


A chi viene concessa

Per ottenere l'indennità bisogna essere in possesso di un riconoscimento sanitario di invalidità totale, nel quale venga dichiarata "l'impossibilità di deambulazione senza l'aiuto permanente di un accompagnatore" oppure "la necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita". 

L'indennità di accompagnamento viene concessa ai mutilati e agli invalidi civili totalmente inabili a causa di affezioni fisiche o psichiche (100%). Può inoltre essere concessa alle persone con più di 65 anni che abbiano difficoltà persistenti.


Viene erogata sia ai cittadini italiani che ai cittadini stranieri o loro familiari con permesso di soggiorno superiore ad un anno. E' indispensabile essere residenti in Italia. 


Altre persone che possono ricevere l'indennità sono: 

- i rifugiati politici in possesso dell'attestato rilasciato dalla Commissione Paritetica di eleggibilità, ai sensi dell'art. 23 della Convenzione di Ginevra del 22 aprile 1954; - gli apolidi che risiedono regolarmente sul territorio italiano ai sensi dell'art. 23 della Legge 306/62 di ratifica della Convenzione di New York del 28 settembre 1954; - i cittadini della Repubblica di San Marino a norma dell'art. 41 della Convenzione di amicizia tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino del 6 giugno 1939.


Compatibilità e incompatibilità

L'indennità di accompagnamento spettante agli invalidi civili non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa nè con il possesso di una patente di guida speciale. 


è invece incompatibile con:

- l'indennità di frequenza (invalidi minorenni); 

- analoghe indennità per causa di guerra, di lavoro o di servizio, fermo restando il diritto di opzione per il trattamento più favorevole; 

- il ricovero in istituto o reparto di lungodegenza totalmente a carico di un ente pubblico. Se il beneficiario paga in parte o interamente la retta di ricovero, l'indennità continua ed essere corrisposta, come pure durante i periodi di ricovero connessi per terapie correlate alla specifica patologia.


Procedura: come fare per ottenere l'indennità

Per ottenere l'indennità di accompagnamento è necessario, come prima cosa, ottenere il riconoscimento dell'invalidità. La domanda deve essere fatta all'INPS per via telematica, rivolgendosi ad un patronato o ad un centro di assistenza fiscale (CAF) ed allegando apposita certificazione medica. L'accertamento viene effettuato dalle commissioni mediche competenti che, entro un mese dalla data di presentazione della domanda, convocano il richiedente per una visita. è possibile chiedere la visita domiciliare qualora la persona interessata all'indennità, sia impossibilitata a muoversi. Tale richiesta deve essere accompagnata da una certificato medico.

Se entro tre mesi la commissione ancora non ha effettuato la visita è possibile rivolgersi direttamente all'Assessorato alla Sanità della Regione. 

Il procedimento relativo all'accertamento sanitario, da parte della commissione medica, deve concludersi entro nove mesi dalla presentazione della domanda. Una volta esaurita la procedura di accertamento sanitario, la commissione medica trasmette all'interessato, tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, un originale del verbale di visita. Se la percentuale di invalidità riconosciuta dà diritto all'indennità, la commissione medica trasmette d'ufficio alla Prefettura competente sia una copia della domanda di concessione di indennità che la copia autentica del verbale sanitario. 


Una volta ricevuta la domanda, l'Ufficio Invalidi civili della Prefettura invia all'interessato, tramite posta, una richiesta di dati sotto forma di autocertificazione, predisposta dall'ufficio. Tale modulo deve essere compilato e può essere presentato alla Prefettura anche per posta, per via telematica o tramite una terza persona. In questi casi è obbligatorio allegare fotocopia di un documento d'identità valido del dichiarante.


Nel caso in cui il richiedente sia impossibilitato a sottoscrivere la dichiarazione, quest'ultima è raccolta dal pubblico ufficiale che deve accertare dell'identità del dichiarante, attestare che la dichiarazione è stata a lui resa dall'interessato, indicando di seguito la causa dell'impedimento. 

Qualora l'interessato non intenda o non sia in grado di utilizzare le previste dichiarazioni sostitutive, i certificati relativi a stati, fatti, o qualità personali risultanti da atti o pubblici registri tenuti da una Pubblica Amministrazione, sono acquisiti direttamente d'ufficio.


La Prefettura, ricevuta la documentazione, decide, in seguito all'istruttoria, sulla concessione delle provvidenze economiche in favore degli invalidi civili. L'atto di delega a una terza persona per la riscossione dell'indennità, che deve essere autenticato nelle forme di legge, è già allegato nel modulo di richiesta dei documenti.

I tempi

La procedura di concessione dell'indennità da parte della Prefettura deve concludersi entro il termine di sei mesi dalla data di ricezione di copia della domanda, trasmessa dalla commissione medico-sanitaria competente. Il termine può essere prorogato per un massimo di sessanta giorni nel caso di richiesta all'interessato di produrre ulteriore documentazione. Se sussistono tutti i requisiti previsti dalla legge la Prefettura adotta un decreto che viene notificato all'interessato. In caso di mancanza di tutti o alcuni dei requisiti viene notificato un decreto di diniego con le relative motivazioni.


A seguito del decreto di concessione dei benefici economici emanato dalla Prefettura, il provvedimento viene inserito nel sistema informatico dell'Inps che emette un ordinativo di pagamento a favore dell'invalido. L'Inps provvederà ad inviare lettera di avviso e libretto nominativo al domicilio dell'invalido, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.


Obblighi, ricorsi e riconoscimento di eventuale aggravio 

Contro un avverso esito degli accertamenti sanitari è possibile, entro 60 giorni dalla notifica del verbale di riconoscimento sanitario, inviare ricorso in carta semplice al Ministero del Tesoro - Direzione Generale delle Pensioni di Guerra e dei Servizi Vari (Via Casilina n. 3 - 00182 Roma).

Contro il decreto del Prefetto, è possibile fare ricorso da inoltrare in carta semplice, entro 90 giorni dalla notifica del decreto, al Comitato Provinciale dell'Inps. Le domande tendenti a far accertare un aggravamento sanitario devono essere presentate direttamente alle A.S.L., corredate da una documentazione sanitaria che comprovi le modificazioni intervenute nel quadro clinico preesistente. Ogni situazione di ricovero con retta a carico di pubbliche istituzioni deve essere obbligatoriamente comunicata alla Prefettura, entro 30 giorni dall'evento. I trasgressori saranno perseguiti in sede giudiziaria, oltre all'obbligo della restituzione degli importi percepiti indebitamente.


Aspetti economici 

L'indennità viene riconosciuta soltanto in base alla minorazione ed è uguale per tutti, a prescindere dal reddito del richiedente e dei familiari; Importo 2015: Euro 508,55 per 12 mensilità. L'indennità può essere riscossa mensilmente presso gli uffici postali o tramite accredito su conto corrente postale o bancario, intestato all'invalido. 


Il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda presso l'Azienda Usl competente. L'indennità di accompagnamento non è computabile nel reddito familiare ai fini della corresponsione dei trattamenti di famiglia.

Gli eredi degli invalidi deceduti, cui spettino importi non riscossi in vita, potranno presentare istanza in bollo alla Prefettura, allegando la prescritta documentazione.

USO DEI FARMACI

I farmaci non sono comuni beni di consumo; rappresentano una risorsa preziosa per la nostra salute, ma la loro modo assunzione comporta anche dei rischi. E' necessario, pertanto, che vengano utilizzati in modo appropriato e corretto, così da otteneme il massimo dei benefici terapeutici, minimizzando il rischio di effetti collaterali indesiderati e dannosi e di eventi avversi.

DECALOGO PER IL BUON USO DEI FARMACI

  • 1.Evita di fare pressione sul medico per ottenere la prescrizione di farmaci; non pensare di poter rimediare con l'uso di farmaci a stili di vita scorretti e ad abitudini alimentari sbagliate.

  • 2.Informa il tuo medico prima che ti prescriva un farmaco: - se hai già avuto allergie o effetti collaterali dal|'assunzione di particolari farmaci - se stai gia assumendo altri farmaci consigliati da altri o presi per tua autonoma decisione - se soffri di una qualsiasi malattia; soprattutto se a carico di fegato e reni - se sei in gravidanza o se è possibile che si instauri una gravidanza durante la terapia 

  • 3.Assumi farmaci in caso di gravidanza SOLO su prescrizione del medico, che potrà valutare adeguatamente i possibili rischi per il feto. 

  • 4.Riferisci prontamente al medico gli eventuali effetti collaterali.

  • 5.Chiedi sempre al medico se puoi assumere contemporaneamente più farmaci e se sia necessario aggiustare dosi e modalità di assunzione in caso di particolari situazioni fisiche, ambientali, climatiche. Specialmente bambini ed anziani sono particolarmente a rischio di subire effetti dannosi dai farmaci e possono richiedere un attento aggiustamento delle dosi. 

  • 6.Evita di assumere farmaci prescritti ad altre persone e non accettare consigli in questo campo da chi non è un medico. 

  • 7.Rispetta scrupolosamente le indicazioni del medico e del foglio illustrativo, evitando di modificare le dosi della terapia e di sospendere o di protrarre la cura di tua iniziativa. 

  • 8.Controlla scrupolosamente la data di scadenza di ogni farmaco ogni volta che lo usi e conserva sempre il foglietto illustrativo. Alcuni farmaci, inoltre, scadono dopo pochi giorni dall’apertura, indipendentemente dalla data di scadenza indicata nella confezione. Per i colliri, in generale, si raccomanda l’uso entro 10 giorni dall'apertura, mentre gli sciroppi contenenti antibiotici possono essere utilizzati solo per pochi giorni dopo la loro apertura. 

  • 9.Conserva i farmaci in luoghi non raggiungibili dai bambini, nei loro contenitori originali, a temperatura ambiente, in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce, lontano da fonti di calore o, se specificato sulla confezione, in frigorifero. 


  • 10.Tieni a casa i farmaci nella giusta quantità in rapporto alla terapia, evitando scorte eccessive con il rischio di inutili sprechi. 

LA GRAVIDANZA

Consigli in previsione di una gravidanza

Molto spesso le donne che hanno intenzione di fare un figlio non pensano che sia necessario rivolgersi prima al medico. Premesso che concordo con questo punto di vista nel caso di donne giovani senza particolari rischi o problemi di salute, ci sono tuttavia alcune cose che è bene sapere prima, per prepararsi nelle condizioni migliori.


Se fumi, smetti prima possibile, o al massimo appena sei incinta. Il fumo aumenta il rischio di aborto e di ritardi della crescita. Chiedi a chi ti è vicino di non fumare quando è con te. La gravidanza è una delle migliori occasioni per smettere di fumare, e questo vale anche per il futuro papà.


Smetti di bere alcolici, inclusi vino e birra, all'inizio della gravidanza. Una piccola quantità (un bicchiere di vino o di birra) probabilmente non è dannosa, specialmente se occasionale, ma tutte le raccomandazioni mediche suggeriscono di smettere del tutto.


Non prendere farmaci non strettamente necessari. Se sei in cura con qualche farmaco, senti il medico: diversi farmaci di uso comune vanno sospesi, o sostituiti, o richiedono delle precauzioni particolari.


Se non sei vaccinata contro la rosolia (o non ne sei sicura), è necessario controllare con una analisi del sangue. In caso di mancanza di anticorpi, è necessario vaccinarsi prima della gravidanza (dopo il vaccino devi aspettare 4 mesi prima di rimanere incinta, con opportuna contraccezione sicura).


Se hai tenuto, anche in passato, comportamenti a rischio di malattie infettive (come AIDS o altre malattie a trasmissione sessuale), parlane apertamente con il medico: è bene fare controlli prima di una gravidanza.


Prendi regolarmente un supplemento di acido folico (è una vitamina) cominciando tre mesi prima di rimanere incinta e fino a tutto il primo trimestre di gravidanza. L'acido folico alla dose di 0,4 mg al giorno previene alcune gravi malformazioni (in particolare la spina bifida, una malformazione del midollo spinale che colpisce circa 1 neonato su 1500. L'acido folico è contenuto nelle verdure, ma difficilmente si arriva ad assumerne la dose necessaria, per cui è consigliabile il supplemento in compresse, che sono gratuite se prescritte dal medico per questo scopo. Se non bevi latte e non consumi formaggi, può essere necessario anche un supplemento di calcio.


Se un medico ti prescrive di fare esami (raggi, TAC, scintigrafie) avverti se sei incinta o stai provando a rimanerci perchè ne tenga conto.


Se stai prendendo la pillola contraccettiva, basta interromperla alla fine della scatola (ci può essere un ritardo nella mestruazione successiva).

E' normale che ci vogliano diversi mesi prima di rimanere incinta. Dal punto di vista medico, non sono indicati accertamenti se non sono passati almeno 6-12 mesi. Il momento più fertile della donna è attorno al 14� giorno dopo la mestruazione (se i cicli sono di durata 28 giorni, altrimenti 14 giorni prima della data prevista della mestruazione).


Se pensi di poter essere incinta, un test sulle urine acquistato in farmacia e fatto dopo 7 giorni di ritardo della mestruazione è molto affidabile, tuttavia il medico avrà poi bisogno di una conferma da parte del laboratorio per prescriverti gli esami di controllo.


Messaggi essenziali in previsione di una gravidanza


Prendi acido folico iniziando tre mesi prima dell'inizio della gravidanza

Non fumare

Controlla con anticipo se sei immune dalla rosolia

Limita drasticamente gli alcolici o smetti del tutto di berne

Evita farmaci non necessari o controindicati in gravidanza

Se hai problemi di salute 

(diabete, epilessia, malattie di cuore, pressione alta, eccetera) 

o sei in cura con farmaci, senti in anticipo il medico!

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